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In ricordo di un'amica.

Il 13 gennaio è improvvisamente venuta a mancare Katia Cervo. Insegnante, ma per noi tutti della Biblioteca diocesana, un'amica... il raggio di sole che è entrato qui in biblioteca tra la primavera e l'autunno del 2004.
Ho conosciuto Katia quando lavoravo presso la biblioteca della Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione, alla Reggia di Caserta. Lei si era laureata da poco e assolutamente non voleva perdere tempo e fece così richiesta di tirocinio volontario presso quella biblioteca. Non potevi non notarla! Certo Katia eccelleva per presenza e bellezza, ma attirò la mia attenzione soprattutto per la disponibilità e l’attenzione che metteva nel fare le cose. La notai perché, pur mortificata nelle sue aspirazioni, relegata come era a fare la "trasportatrice" di libri, i suoi occhi attenti cercavano di carpire qualcosa di un lavoro e una professionalità che le piacevano. Parlammo e scoprii che era delle mie zone. All’epoca collaboravo da volontario con il Vescovo per la sistemazione della Biblioteca e lei si propose immediatamente di venire ad aiutarmi appena fosse possibile. Terminato il suo tirocinio, si rivolse a me che nel frattempo lavoravo ufficialmente alla Biblioteca Diocesana. Il 13 maggio dell’anno successivo, il 2004, iniziava il suo periodo di tirocinio con me. Fino al 10 ottobre, quando interruppe per seguire i corsi della scuola di specializzazione per l'insegnamento a Campobasso, è stata instancabile. L’inventario del Fondo Manzo lo debbo anche e soprattutto a lei. È stata tra le mie prime “allieve”, è diventata un’amica. La sua immediata disponibilità, la sua solare comunicativa, il suo delicato modo di ascoltare, si accompagnavano ad una intelligenza viva, ad una pulizia d’animo e intellettuale non comuni. In tanti l’hanno conosciuta, a tanti mancherà. Troppo. A me resta il ricordo dell'ultima telefonata: Gino, non farmi sorprese! Non te ne farò, non te ne farà nessuno che ti ha voluto bene: continueremo a tenerti nel cuore. Sempre.
Luigi Arrigo