Nel XIX secolo, il canonico Pasquale Iadone scriveva: “Esiste in Caiazzo l’archivio del Capitolo ricco di molte carte, le quali hanno principio dal IX secolo…”.

Considerato di grande interesse storico e sottoposto alla disciplina del decreto legislativo del 22 gennaio 2004, n.42., l’archivio capitolare di Caiazzo è stato di grande importanza storica, in quanto i documenti contenuti in esso sono stati analizzati da diversi eruditi che ne ricavarono preziose informazioni per i loro studi. L’archivio venne ordinato tra il 1595 e il 1597 da Camillo di Grazia, procuratore e avvocato del Capitolo, nel 1923 dall’abate Amelli nel 1925 da Padre Antonio Casamassa, che ordinò 1351 documenti e ne compilò un elenco comparativo con segnatura antica. Attualmente l’archivio risulta disordinato e sono da ricostruire le principali serie. In base all’elenco dei materiali prodotto dalla Soprintendenza archivistica della Campania risulta composto prevalentemente da scritture contabili a partire dal 1585 ed è presente una platea del 1809 ed altro materiale da analizzare.

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